Tutta la notte a me Luna chiedea
onde l'Amor fugace s'era partito.
"Ove di donna in core danza l'idea
-risposi- fassi l'Amor pentito
e lungo tempo ch'io m'illudea
per quella luce d'ombra vestita,
or mi convinse che dolce sua orchidea
donò frescura, allor. Ora è appassita".
Quel diafano splendor dei cieli scuri
di me a pietà par che sovvenne,
ond'io per lei: "Dal tuo mutare eterno
licenza di ragion tu m'assicuri".
E lei: "S'io muto quel brillar solenne,
è per capir l'umore tuo sì alterno".
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