Tu che la parola chiusa
serravi con tristezza in gola,
parlavi col tuo viso spento
ed annuivi,
mentre io parlavo al vento.
Tu sei con me,
riscaldi le mie gote,
detergi gl'occhi miei,
inumiditi, le pupille vuote.
Ma Ella non sa, Ella non sa,
nè d'amar costringe.
Latita il sorriso, se di parlarmi finge.
Tengo le tue mani,
adesso come allora,
abbandonate alla virtù
eternamente casta:
come la veste tua
s'abbiglia intatta.
Va l'animoso tuo sospiro e infiora
quel poco della vita in me rimasta.
Ma Elly non sa, Elly non sa
nè gioir più vuole:
muta risposta alle mute mie parole.
Ma Arimane,
Arimane, che fai scherno ogni sorriso,
che, sgradito, più non parti
e sei là dove l'Amor viene deriso.
Tu, dico,
che puoi sbranare il mondo
e ammazzi
e quando ammazzi,
ammazzi nell'interno,
dille cos'è,
oh, dille cos'è l'inferno!
Nessun commento:
Posta un commento